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Il comandamento che riassume la Legge e i Profeti è un imperativo, ma è anche un futuro così semplice da comprendere e così difficile da vivere.
Il futuro è qualcosa che dobbiamo ancora realizzare, un tempo che chiede asilo al nostro presente e desidera non restare nel cassetto delle buone intenzioni.
Amare Dio è unopera in divenire e più volte nella vita facciamo esperienza delle mille imperfezioni che accompagnano il nostro desiderio di mettere al centro della nostra storia, la presenza di chi ci ha creato.
Quante volte ci accontentiamo di una buona emozione che si consuma in un breve attimo, quante volte ci accorgiamo di non avere la disponibilità necessaria per permettere a un sentimento di maturare e di crescere sino a diventare una scelta che accetta anche la fatica, la sofferenza e il vento contrario.
Quante volte lamore per Dio può diventare una fuga dallimpegno di doversi misurare con la realtà concreta dei nostri fratelli.
Quante volte lamore si ripete con la banalità di un ritornello sanremese o con una qualunque frase zuccherosa che alla lunga corre il rischio di cariare anche lanima.
Obbedire allamore è andare oltre qualunque ricerca di appagamento, è imboccare un sentiero che non è quello che hai tracciato sulla carta dei tuoi desideri e sinerpica più volte là dove non sempre vuoi andare.
Se ci sono ancora pagine di calendario da affrontare è perché ci sono ancora tanti spazi che neghiamo allamore per Dio e, tempi in cui non risultiamo disponibili ai nostri fratelli.
La verità della nostra capacità damare ha ancora mille prove da scoprire, tanti piccoli e grandi fallimenti da superare e un futuro favorevole per chi non demorde e vuole ancora imparare.
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