 |
Non è per sempre il segreto e quello che un giorno è giusto custodire in silenzio, attende pazientemente di trovare le parole per potersi dire sino in fondo.
La paura di rivelare e di rivelarsi può mettere a tacere la fede e rimandare a domani quello che sarebbe importate dire oggi.
Lascolto della Parola, la preghiera e la ricerca di Dio non sono solo un fatto personale; quanto ci è stato trasmesso nella notte attende il giorno per poter esprimere i contenuti che il Signore ha confidato e continua a confidare ai suoi discepoli.
Non è una stagione tra le più favorevoli per chi desidera rendere ragione della speranza che si porta dentro, ma la scelta di tacere per evitare di disturbare, per non generare conflitti e per il quieto vivere non può e non deve diventare pavidità o ipocrisia.
Lautenticità delle proprie parole e dei propri gesti può essere un impedimento per chi ricerca il consenso degli altri, il successo e la popolarità, ma lanima non si salva venendo a patti con la menzogna.
Ci sono tante lettere che restano segrete perché attendono il vento favorevole per potersi pronunciare con chiarezza, ma se non si supera il timore, se prevale la paura, quel vento non soffierà mai a sufficienza.
Ogni giorno è un tempo opportuno per dare voce alla nostra fede e per riconoscere apertamente Il Signore Gesù non solo nellintimità del nostro rapporto personale con Lui, ma nella confessione del suo nome di fronte agli altri.
|
|
|